Il termine “industria delle arti creative” si riferisce ad una serie di attività economiche che si occupano della generazione e della commercializzazione di creatività, idee, conoscenze e informazioni.

 

Le arti creative hanno origine dalla creatività, dall’abilità e dal talento individuali. Hanno un grande potenziale per generare ricchezza e posti di lavoro grazie alle proprietà intellettuali che si originano e che possono essere sfruttate.

 

La definizione di industria delle arti creative non si limita alla pratica di creazione e produzione di “beni” creativi, ma comprende anche la distribuzione di prodotti creativi e culturali sul mercato.

 

Cosa si intende per arti creative?

 

Per arti creative si intendono la pubblicità, il design, la moda, i film, i video e tutte le arti visive, i software interattivi per il tempo libero, la musica, il teatro e le arti dello spettacolo, la fotografia, l’editoria, i software ed i giochi per computer, la televisione, la radio, la scrittura creativa.

 

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), le arti creative sono quelle attività che combinano la creazione, la produzione e la commercializzazione di contenuti creativi che sono intangibili e di natura culturale, artistica e patrimoniale. Questi contenuti sono solitamente protetti da Copyright e possono assumere la forma di un bene o di un servizio.

 

Per la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) le industrie delle arti creative sono al centro dell’economia creativa. Vengono definite come cicli di produzione di beni e servizi che utilizzano la creatività ed il capitale intellettuale come input principale. Sono classificate in base al loro ruolo di patrimonio, arte, media e creazioni funzionali.

 

Per l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), le industrie basate sul diritto d’autore sono quelle che sono dedicate, interdipendenti o che sono direttamente o indirettamente collegate con la creazione, la produzione, la rappresentazione, l’ esposizione, la comunicazione, la distribuzione o la vendita al dettaglio di materiale protetto dal diritto d’autore.

 

Alcune organizzazioni utilizzano anche il termine “industrie culturali”, il quale si riferisce ad una gamma più specifica di industrie e può essere considerato un sottoinsieme delle industrie creative.

 

Gli sbocchi professionali offerti dall’industria delle arti creative

 

Gli sbocchi professionali offerti dall’industria delle arti creative sono numerosi, grazie al fatto che in Italia sono presenti diverse Università che offrono corsi di laurea in arti creative.

 

Ci sono anche diverse scuole professionali ed enti che preparano tutti coloro che intendono specializzarsi in qualcuno di questi ambiti, con programmi focalizzati sullo studio della musica, della danza, del teatro, dei beni culturali, del cinema e delle arti visive in generale.

 

Di seguito gli sbocchi professionali che nell’ambito dell’industria delle arti creative offriranno le migliori possibilità d’impiego nei prossimi anni.

 

Media designer

 

Oggi le tecnologie digitali hanno preso il sopravvento nella vita quotidiana. I linguaggi multimediali e l’informatica hanno pervaso la comunicazione, l’intrattenimento e, quindi, anche la creatività e la fantasia.

Attualmente qualsiasi forma di creatività non può che esprimersi attraverso le tecnologie legate ai media: film, produzioni audiovisive, cartoni animati, videogames non possono prescindere dalla figura del media design, il professionista che coniuga l’abilità della programmazione (web, app ecc.) con la creatività.

Il media designer crea e produce audiovisivi e contenuti multimediali, ma anche videogame, produzioni in 2D e 3D, grafiche video. Questa è la professione ideale per chi desidera iniziare una professione creativa: fornisce agli utenti interfacce, applicazioni, giochi, siti web, audiovisivi accattivanti, intuitivi e semplici da fruire e da utilizzare.

 

User experience designer

 

Il compito principale del User Experience designer è fare in modo che un prodotto multimediale, un sito web, un’applicazione mobile o fissa oppure una piattaforma social siano utilizzabili nella maniera più facile e lineare possibile. Egli ne studia l’usabilità e provvede ad eliminare tutte le possibili difficoltà che un utente medio potrebbe incontrare durante l’utilizzo. Realizza interfacce digitali che rendono l’esperienza dell’utente gradevole agendo sulle architetture dell’informazione. Sviluppa quindi stili visivi e linguaggi che soddisfano le esigenze di usabilità degli utenti finali, grazie alla profonda conoscenza delle nuove tecnologie che gli permettono di elaborare soluzioni creative soddisfacenti.

 

Art director

 

La creatività è proprio la qualità principale che deve possedere questo professionista la cui figura è cambiata moltissimo negli ultimi decenni proprio a causa del progredire delle tecnologie digitali.

 

Nel campo della grafica pubblicitaria ha il compito di scegliere e curare l’esecuzione delle immagini. È una persona esperta di tecnologia, comunicazione pubblicitaria e multimediale, ma anche di psicologia e meccanismi cognitivi.

L’art director coordina copywriter e grafici nel corso di una campagna pubblicitaria affinché i contenuti della comunicazione siano coerenti con gli obiettivi della campagna stessa, ma al tempo stesso anche chiari ed in linea con la strategia da perseguire.

Il suo compito è quello di comunicare per mezzo degli strumenti visivi da lui scelti e di manipolare le immagini scelte per creare l’esperienza dell’utente.

 

Un art director può lavorare in molti ambiti, come nel reparto creativo delle agenzie pubblicitarie, nel reparto pubblicità di aziende tecnologicamente avanzate, nelle agenzie di comunicazione e nelle agenzie di visual design.

 

Fashion e textile designer

 

Si tratta della figura che progetta la creazione dei tessuti per la moda, o ancora meglio che ha l’abilità di progettare, disegnare e realizzare una collezione moda ponendo un’attenzione particolare ai materiali, alle tecnologie di produzione ed ai tessuti.

Il suo lavoro spazia dal mondo dell’abbigliamento a quello degli accessori, passando per l’arredamento casa ed i complementi d’arredo. Questo professionista ha una conoscenza specifica che gli permette di seguire l’intero processo di produzione dei tessuti che parte dalla fase iniziale prettamente creativa e prosegue poi con la progettazione e la realizzazione del concept della collezione, per finire con la realizzazione vera e propria della collezione mediante l’utilizzo delle tecnologie individuate.

 

Il fashion e textile designer sviluppa l’intero processo di produzione coordinando le varie fasi di lavorazione, abbinando competenze di natura artigianale alle conoscenze delle nuove tecnologie digitali. Spesso il suo talento finisce per diventare il marchio di fabbrica di un brand o di caratterizzare intere collezioni moda.

 

Eco designer

 

Questa figura sta assumendo in questi ultimissimi anni una valenza che prima non aveva, anzi è un professionista la cui figura solo qualche anno fa neanche esisteva. L’eco designer è uno dei tanti attori dell’economia circolare, è colui che progetta e realizza prodotti sostenibili nel rispetto dell’ambiente in modo che abbiano il minor impatto sul Pianeta.

Questo professionista non crea soltanto prodotti ecosostenibili ma li concepisce in maniera tale che dopo il loro naturale ciclo di vita, abbiano una nuova vita. Non si tratta soltanto di una persona estremamente creativa ma egli si occupa anche dello smaltimento del prodotto realizzato e del suo futuro reimpiego nella società.

 

Chi occupa il ruolo di eco designer possiede le seguenti caratteristiche:

 

  • ha la piena conoscenza dei materiali sostenibili, riciclati e riciclabili;

 

  • applica il risparmio energetico nelle varie fasi della produzione;

 

  • progetta e realizza prodotti che siano duraturi ed abbiano un lungo ciclo di vita, con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti;

 

  • crea un design che dia una seconda vita ai prodotti, sia nella funzione che nei materiali;

 

  • concepisce prodotti che abbiano al loro interno la minima diversità di materiale in modo da facilitare il recupero, lo smaltimento ed il riciclo;

 

  • realizza i prodotti utilizzando esclusivamente risorse rinnovabili, preferibilmente locali e possibilmente compostabili.

 

Un eco designer professionista può lavorare negli studi di architettura, nelle aziende di design d’interni, nel settore tessile e nelle aziende che si occupano di design urbano.

 

Set designer

 

È la figura che si occupa di ideare, progettare e creare gli allestimenti per le manifestazioni realizzandone i relativi ambienti scenografici in linea con gli obiettivi dell’evento. Deve avere un animo estremamente creativo per realizzare le ambientazioni e le scenografie, le quali devono colpire e catturare l’attenzione dello spettatore.

Nel panorama artistico e delle produzioni cinematografiche e teatrali è una figura professionale molto importante.

 

Al giorno d’oggi questa figura deve anche possedere ottime conoscenze delle nuove tecnologie per realizzare scenografie e ambientazioni digitali. Fra le sue mansioni ci sono quelle della ideazione della scenografia, della produzione dei materiali scenografici e della supervisione degli allestimenti sia fisici che digitali. Le sue competenze spaziano dall’ambito artistico a quelle della progettazione tecnica, mentre le prospettive occupazionali prevedono la sua collocazione stabile in teatri, aziende di allestimenti e in aziende che organizzano eventi, spettacoli teatrali e televisivi.